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Chiusi 10 siti pirata Serie A streaming: siamo sicuri che Sky e Mediaset stiano combattendo il vero nemico?




I giornalisti si sà spesso scrivono delle assurdità per ragioni editoriali o per pura ignoranza. E’ notizia recente (15 gennaio 2013), dell’oscuramento dopo la denuncia di Mediaset, di 10 siti web accusati di trasmettere in…

I giornalisti si sà spesso scrivono delle assurdità per ragioni editoriali o per pura ignoranza. E' notizia recente (15 gennaio 2013), dell'oscuramento dopo la denuncia di Mediaset, di 10 siti web accusati di trasmettere in diretta streaming le partite di calcio di Serie A, Champions League ed Europa League messe in onda dalla pay-tv Mediaset Premium. Premettendo che noi di TV GRATIS.net (con buona-pace degli avvocati di Sky) siamo contrari alla pirateria informatica e a qualsiasi forma di immissione illegale sul Web di eventi sportivi in streaming, è doveroso dare delle precisazioni e fare un po' di chiarezza "tecnica" sui termini utilizzati dai giudici e avvocati non sempre competenti im materia.

Molti di voi avranno letto su testate giornalistiche nazionali quali TgCom24, La Stampa, Il Giorno, Il Corriere della Sera dei titoli catastrofici del tipo "Addio partite in streaming, 10 siti pirata oscurati", "Mai più partite in streaming: sequestrati i siti", "Mediaset, sequestro per lo streaming pallonaro", "Calcio in streaming, sequestrati 10 siti pirata", "Calcio online, Mediaset fa chiudere i siti pirata. Streaming online, sequestrate dieci piattaforme illegali". Mai titoli furono più sbagliati. Ci sono infatti in ogni titolo di questi autorevoli quotidiani, delle inesattezze clamorose che, per chi conosce un po' il funzionamento del fenomeno "streaming", fanno perdere di credibilità queste testate.

Infatti non sono stati nè sequestrati, nè tantomeno chiusi siti pirata. Sono stati semplicemente oscurati sul solo territorio italiano (tecnicamente i provider italiani hanno ricevuto l'ordine di oscurare i dns dei siti in questione) 10 portali web di cui almeno 8 piattaforme di video-streaming (cloni di Justin.tv, uStream e LiveStream per intenderci) e al massimo 2 siti di indexing (www.hdeaster.net e www.LiveScoreHunter.tv) specializzati nella raccolta di link allo streaming dei principali eventi sportivi, simili ai ben più famosi Rojadirecta e Wiziwig. Lo ha deciso il gip di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Tiziana Siciliano, dopo una denuncia di Mediaset. Cerchiamo ora di spiegare con semplici parole cosa è successo realmente.


La polizia postale italiana non ha sequestrato nulla, infatti questi siti web sono tutti situati all'estero dove la legge italiana non ha praticamente alcun potere e sono stati pertanto oscurati in Italia. Questo provvedimento è alquanto ridicolo, infatti basta cliccare su "traduci questa pagina" con Google per averne accesso, oppure usare dei comunissimi web-proxy con indirizzo IP estero per accedere a tutti questi siti web bloccati.

E' stata fatta la classica "soluzione di comodo all'italiana" dove, invece di risolvere il problema, hanno tentato di attaccare una pezza per nasconderlo un po'. Peccato che questi tentativi è da anni che gli avvocati di Sky e Mediaset cercano di fare, non riuscendo mai ad avvicinarsi alla soluzione del problema e colpendo piattaforme che hanno solo una responsabilità oggettiva o mai diretta. Mi spiego meglio.

www.webcaston.com, www.freedocast.com, www.veemi.com, www.limev.com, www.mips.tv, www.hqeast.tv, www.dinozap.tv e www.ilive.to sono semplicemente piattaforme che consentono a chiunque di creare un canale personale gratuito e uno stream fai-da-te per trasmettere in streaming ciò che si vuole da una webcam o da una fonte di acquisizione video esterna. Il procedimento è semplicissimo e per nulla illegale. Ciò che illegale è lo scopo. Una piccola parte degli utenti infatti utilizza questi servizi per trasmettere canali tv a pagamento quali Sky Sport e Mediaset Premium: è qui che sta l'illegalità ed è giusto che questi utenti vengano puniti. Tutte queste piattaforme hanno tuttavia un sistema di abuse semi-automatico che bannano i canali che trasmettono contenuti illegali, ma queste contromisure non sono state ritenute sufficienti dal giudice. Detto ciò, definire queste persone "hacker" è un'offesa per chi hacker lo è davvero.

Ora avete tutti gli elementi e le conoscenze per pensare con la vostra mente su questa vicenda, vi riporto ciò che il giudice ha detto... tirate voi le conclusioni. Non è che i detentori dei diritti, gli avvocati di Sky e Mediaset stanno combattendo il nemico sbagliato?

L'oscuramente preventivo richiesto dal sostituto procuratore della repubblica di Milano Tiziana Siciliano, il provvedimento è stato disposto dal Gip Andrea Ghinetti. "Si tratta di un precedente importante - spiega l'avvocato Fulvio Sarzana, legale dell'associazione provider - perché per la prima volta si interviene nei confronti di siti che operano senza fini di lucro, pur in una palese violazione del Copyright. Una norma finora quasi mai applicata". Il decreto di sequestro menziona infatti la necessità di proteggere le emittenti televisive del Biscione nonché le piattaforme Mediaset Premium, dallo streming pirata del calcio via web.

"Si tratta dell’art 171, comma 1, lettera a-bis, della legge 633/1942 - ribatte Sarzana - che era stato introdotto dallo stesso Governo Berlusconi nel 2005. La norma, diversamente dalle diverse norme in tema di sfruttamento lucrativo di opere tutelate dal diritto d’autore penalizza il semplice caricamento di un file sul web, senza alcuno scopo di lucro. Il precedente apre la strada all’applicazione generalizzata dello strumento di sequestro a tutto il web indistintamente. Inoltre, a mio avviso, gli incontri di calcio non possono essere tutelati sulla base del diritto d’autore come una qualsiasi opera dell'ingegno". Ma su questo punto l'opinione degli avvocati Mediaset diverge: "In passato si pensava che la manifestazione sportiva fosse esente dalla tutela del diritto d'autore. È un evento a se stante, che si autodetermina. Ma la regia, il commento giornalistico, e la confezione complessiva della trasmissione quelle no, sono a tutti gli effetti espressioni di un arte autorale. Che come tale va tutelata".


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