SNAI SCOMMESSE

Archive for the ‘Studio Legale’ Category

L’elenco completo dei portali streaming sequestrati dalla Guardia di Finanza

Wednesday, November 9th, 2016

squestro-streaming-calcioIl tribunale di Roma ha ordinato l’oscuramento di ben 152 siti internet che che offrivano gratis eventi sportivi, partite di calcio, serie-tv e film in streaming. Si tratta di un maxi sequestro, disposto dal gip Alessandra Boffi ad alcuni provider utili per l’accesso ad Internet in Italia.

Il provvedimento dispone l’oscuramento (e non il sequestro) dei diversi portali “pirata“, che secondo il giudice violano le norme a tutela del diritto d’autore. Si tratta del sequestro più imponente della storia dell’Internet italiano, in virtù del numero di siti coinvolti.

La Gazzetta dello Sport ha diffuso anche l’elenco completo di TUTTI i portali coinvolti. Inutile dire che molti di questi siti sono nuovamente online e funzionanti attraverso il cambio di DNS. Ecco l’elenco completo. (more…)

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Chiusi 10 siti pirata Serie A streaming: siamo sicuri che Sky e Mediaset stiano combattendo il vero nemico?

Thursday, January 17th, 2013

I giornalisti si sà spesso scrivono delle assurdità per ragioni editoriali o per pura ignoranza. E’ notizia recente (15 gennaio 2013), dell’oscuramento dopo la denuncia di Mediaset, di 10 siti web accusati di trasmettere in diretta streaming le partite di calcio di Serie A, Champions League ed Europa League messe in onda dalla pay-tv Mediaset Premium. Premettendo che noi di TV GRATIS.net (con buona-pace degli avvocati di Sky) siamo contrari alla pirateria informatica e a qualsiasi forma di immissione illegale sul Web di eventi sportivi in streaming, è doveroso dare delle precisazioni e fare un po’ di chiarezza “tecnica” sui termini utilizzati dai giudici e avvocati non sempre competenti im materia.

Molti di voi avranno letto su testate giornalistiche nazionali quali TgCom24, La Stampa, Il Giorno, Il Corriere della Sera dei titoli catastrofici del tipo “Addio partite in streaming, 10 siti pirata oscurati”, “Mai più partite in streaming: sequestrati i siti”, “Mediaset, sequestro per lo streaming pallonaro”, “Calcio in streaming, sequestrati 10 siti pirata”, “Calcio online, Mediaset fa chiudere i siti pirata. Streaming online, sequestrate dieci piattaforme illegali”. Mai titoli furono più sbagliati. Ci sono infatti in ogni titolo di questi autorevoli quotidiani, delle inesattezze clamorose che, per chi conosce un po’ il funzionamento del fenomeno “streaming“, fanno perdere di credibilità queste testate.

Infatti non sono stati nè sequestrati, nè tantomeno chiusi siti pirata. Sono stati semplicemente oscurati sul solo territorio italiano (tecnicamente i provider italiani hanno ricevuto l’ordine di oscurare i dns dei siti in questione) 10 portali web di cui almeno 8 piattaforme di video-streaming (cloni di Justin.tv, uStream e LiveStream per intenderci) e al massimo 2 siti di indexing (www.hdeaster.net e www.LiveScoreHunter.tv) specializzati nella raccolta di link allo streaming dei principali eventi sportivi, simili ai ben più famosi Rojadirecta e Wiziwig. Lo ha deciso il gip di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Tiziana Siciliano, dopo una denuncia di Mediaset. Cerchiamo ora di spiegare con semplici parole cosa è successo realmente. (more…)

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Diritto d’autore, Italia, streaming e Sky: la rivoluzione dei diritti-tv

Thursday, October 6th, 2011

La sentenza della corte di giustizia UE in seguito all’abolizione dei limiti territoriali nei paesi dell’Unione Europea, ha aperto un nuovo scenario, soprattutto in ottica streaming. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che non è illegale per i privati cittadini comprare schede decoder e abbonamenti a emittenti satellitari stranieri per la visioni di partite di calcio (leggi qui l’articolo completo). Tutta la Rete si sta interrogando sulle possibile conseguenze, l’hanno fatto molti avvocati, Punto-Informatico e gli amici di Coolstreaming. Vediamo di riassumere i concetti principali.

Per i giudici europei, il sistema che vieta ai telespettatori di seguire le partite con una scheda di decodificazione in altri Stati membri è contrario alla “libera prestazione dei servizi” e alla concorrenza nell’Unione. Tanto più che, ha aggiunto la Corte, la Premier League non può reclamare alcun diritto d’autore sugli incontri calcistici, che non possono essere considerati alla stregua di “creazioni intellettuali”.

Il principio potrebbe esseredevastante” per il sistema di esclusive territoriali (monopolio) messo in piedi da Sky Italia a suon di milioni di euro e appare in grado di mettere in crisi il florido mercato dei diritti-tv sulle partite di calcio nostrane. Qualsiasi blocco delle trasmissioni è da ritenere contrario ai principi della libera circolazione. In parole povere ognuno può utilizzare decoder e schede sat straniere comprate legalmente pagando molto meno rispetto a quello richiesto da Sky. Oltre a spingere per una riforma del sistema di licenze impiegato per la vendita degli eventi sportivi, questa sentenza incoraggia all’apertura al libero accesso non solo dei servizi televisivi, ma anche di quelli online e in particolare allo streaming. Vediamo come. (more…)

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Diritti tv sport: finito il monopolio di Sky. Il calcio a prezzi più bassi sul satellite

Wednesday, October 5th, 2011

Stabilire limiti territoriali e nazionali per l’utilizzo di schede per decoder è contrario alle norme sul mercato unico Ue. Questa in sintesi è la sentenza dell’Alta corte dell’Unione Europea che ha mandato Sky al tappeto. Infatti ora per vedere la Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga ed implicitamente anche altri eventi sportivi quali Mondiali ed europei di calcio, Olimpiadi ecc, non è più necessario sottoscrivere un costosissimo abbonamento a Sky Italia o al fruitore satellitare nazionale, ma ognuno è libero di utilizzare il decoder satellitare più economico a disposizione per guardare le partite.

Infatti la Corte europea di giustizia ha dichiaratocontrari al diritto comunitari” tutti quei contratti esclusivi firmati dalle emittenti televisive che impediscono agli appassionati di Paesi esteri di vedere le partite dei campionati nazionali con altre schede. Tutto nasce infatti da una proprietaria di pub di Portsmouth in Inghilterra che utilizzava all’interno del locale un decoder con una scheda greca meno costosa dell’equivalente britannica e per questo era stata multata per una cifra pari a 8.000 sterline (circa 9.400 euro). Per questo Karen Murphy ha intentato una causa ai danni di BSkyB che detiene quasi tutti i diritti di trasmissione delle partite del calcio inglese e il tribunale gli ha dato ragione.

Nel Regno Unito, in molti hanno cominciato, al fine di accedere agli incontri del campionato inglese, ad utilizzare schede straniere, rilasciate da un ente di radiodiffusione ellenico agli abbonati residenti in Grecia, acquistando schede e decodificatori a prezzi più vantaggiosi di quelli chiesti da Sky, titolare dei diritti di ritrasmissione in Gran Bretagna. Ritenendo che tali attività violassero l’esclusiva dei diritti di diffusione televisiva pregiudicandone il valore, la Premier League ha cercato di porre termine a questa pratica per via giudiziaria. Ma con questa sentenza la Cge rileva che “una normativa nazionale che vieti l’importazione, la vendita o l’utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi e non può essere giustificata né con riguardo all’obiettivo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, né dall’obiettivo di incoraggiare l’affluenza del pubblico negli stadi“. Perchè con questa sentenza è un bene per gli utenti? (more…)

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Sky nei guai: tutte le partite di Mondiali ed Europei di calcio in Tv GRATIS

Thursday, March 3rd, 2011

Una sentenza del tribunale UE stabilisce che uno stato può vietare la trasmissione in esclusiva su pay-tv (Sky in Italia) dei Mondiali ed Europei di calcio. La Corte di Bruxelles ha respinto in questo senso un ricorso di FIFA e UEFA contro Gran Bretagna e Belgio, stabilendo che di fronte ad “eventi di particolare rilevanza pubblica“, deve prevalere il diritto all’informazione e la possibilità per tutti di accedere liberamente alle partite. Il ricorso degli organi dei due organi del calcio, vedendo in questa decisione un abbassamento degli introiti, era stato presentato contro la decisione della Commissione europea, che aveva dato ragione a Belgio e Regno Unito sul divieto di trasmettere le partite di calcio di Mondiali ed Europei solo sulle tv a pagamento.

Questa sentenza fa felici i cittadini di tutta l’Unione Europei stanchi di pagare abbonamenti costosi alle pay-tv solo per vedere eventi sportivi che in molti stati del mondo sono gratuiti; dall’altro lato Sky si piange addosso perchè si vede ridurre notevolmente il numero degli abbonati in coincidenza di questi eventi sportivi. Dalla sentenza quindi si legge che deve prevalere il diritto all’informazione di ogni cittadino e quindi la possibilità di guardare senza costi le partite, in quanto queste gare, sia di Europei che di Mondiali, sono viste da un pubblico molto ampio, anche coloro che non seguono il calcio, in quel periodo seguono la propria nazionale.

Respinti quindi i ricorsi della UEFA e della FIFA contro la Commissione Europea aveva dato ragione a Belgio e Gran Bretagna sul divieto di trasmettere le partite dei due prestigiosi tornei solo sulle tv a pagamento ma stanno già preparando il ricorso per fare in modo che torni tutto come prima. Da un certo punto di vista questa vicenda si può riassumere così: Sky e pay-tv si vogliono arricchire con i soldi dei cittadini a discapito di tutti coloro che hanno il diritto di vedere l’evento più seguito al mondo senza costi. (more…)

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Approvato il nuovo regolamento Agcom sulle web-tv: tutte le novità

Thursday, December 2nd, 2010

Ricordate il decreto Romani? L’Agcom vuole monopolizzare le web-tv presenti su Internet attraverso una regolamentazione assurda e TV GRATIS.net ne aveva parlato in questo articolo. Ebbene, ci sono importanti novità. L’Autorità garante delle comunicazioni ha approvato il nuovo regolamento in materia di web-tv e web radio derivante dal decreto Romani sull’audiovisivo. Rinviata invece la discussione sul diritto d’autore online e la pirateria.

Se le prime notizie fossero confermate, non vi è nessuna richiesta di autorizzazione da presentare e tutto sommato si tratta di un testo più morbido del precedente. Come nel caso delle polemiche che hanno spinto a rivedere le nuove norme sul diritto d’autore online, un ruolo rilevante è stato ricoperto dalle proteste sorte on-line e dalla remissione dall’incarico di relatore del provvedimento di uno dei commissari Agcom.

Alla fine è stato approvato un testo che innanzitutto esclude dalla regolamentazione i soggetti web radio e web tv più piccoli (aventi fatturato audiovisivo fino a 100.000 euro annui). Nessun altro tipo di differenza, invece, è fatta tra emittenti web con palinsesto e senza (Video-on Demand). Sembra essere stata risolta, anche la questione Youtube: pur non facendo diretto riferimento al Tubo, nel testo si dovrebbe parlare di “motori di ricerca” esclusi, a meno che non abbiano una responsabilità editoriale e non facciano concorrenza alla TV. Criteri da valutare discrezionalmente caso per caso. Cosa prevede il nuovo regolamente sulle web-tv e web-radio? (more…)

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Sky, Rai e Mediaset con il Decreto Romani e l’Agcom vogliono uccidere le web-tv in streaming

Tuesday, August 3rd, 2010

In Italia ci sono circa 5.000 piccole emittenti in Rete. Ora il Governo e Agcom hanno messo a punto un regolamento per soffocarle ed evitare che diano fastidio a Mediaset, Rai e Sky. Il mondo delle web tv italiane è in fibrillazione: dopo l’approvazione del decreto Romani tutte le web-tv indipendenti sono a serio rischio estinzione ed entrare in questo momento sarebbe quasi impossibile.

L’Agcom, seguendo le direttive del provvedimento, ha emanato due delibere (n. 258/10/CONS e la n. 259/10/CONS) ed il quadro si fa più delineato: appena entrate in vigore le norme le web-tv dovranno chiedere all’Agcom due tipi di autorizzazione: quella per trasmettere in modalità streaming e quella per trasmettere in modalità on-demand. Il costo di ogni domanda però costa ben 3.000 euro l’una. A cui aggiungere la solita sfilza italiana di carte bollate e burocrazia.

Sono previste inoltre mega-sanzioni per chi sbaglia qualcosa. Va anche peggio alle emittenti che fanno trasmissioni lineari (cioè con un vero palinsesto e non solo con video on demand): dovranno attendere 60 giorni un’autorizzazione di Agcom, prima di cominciare. Le nuove regole trasformeranno Internet in una grande tv. Alla fine a fare video informazione e intrattenimento resteranno solo proprio i signori della tivù tradizionale. Perchè questo decreto è estramente negativo e a limite censura? (more…)

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